“Mentre la politica si arrovella su questioni autoreferenziali, l’agricoltura affonda a causa della crisi e dell’inesistenza di leggi che la tutelino. In
Italia solo grazie ad un programma televisivo della Rai come "Presadiretta" di
Riccardo Iacona, l’intera nazione ha potuto constatare le situazione drammatica
del comparto”. Lo afferma Giulia Adamo, capogruppo dell’Udc in Assemblea
Regionale Siciliana.
“L’inchiesta di Lisa Iotti, Raffaella Pusceddu e Marina del Vecchio - prosegue
Adamo - ha fatto correttamente il punto sulle aziende agricole che operano dal
Veneto alla Sicilia: il 30 per cento delle imprese legate alla terra ha chiuso
negli ultimi dieci anni, abbandonando migliaia di ettari di terreno. Dalla
sofisticazione dei prodotti alla tutela del “Made in Italy”, nulla è stato
fatto sinora sui banchi del parlamento e del governo nazionale. Il Paese è
stanco di assistere alle scenate di quella cattiva politica che cerca di
mettere contro cittadini del nord e cittadini del sud, servendosi di ridicole
tesi di appartenenza e territorialità. Politica che poi non blocca i soliti
centri d'affare, le lobby della grande distribuzione o la mafia che continuano
a dividersi e speculare sui fondi comunitari destinati ai contadini”.
“Non si può delegare alle regioni una questione così importante – afferma il
capogruppo dell'Udc -. Occorre l’autorevolezza del governo per coordinare l’
operato di Nas, guardia di finanza e dogane. Una regia unica che non renda vano
il prezioso lavoro delle forze dell’ordine. Con questo non ci sottraiamo però
alle nostre responsabilità – conclude Giulia Adamo – da mesi giace all’Ars, in
attesa dell’approvazione, una norma che destina 600 euro ad ettaro direttamente
agli agricoltori. Si tratta di una misura europea, “illuminata”, del Piano di
sviluppo rurale che riconosce il contadino anche come tutore dell'ambiente.
Questa deve essere immediatamente approvata per la difesa di un comparto e per
la difesa dei nostri prodotti”.
Bentrovato
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mercoledì 12 ottobre 2011
lunedì 18 luglio 2011
La Regione boccia se stessa, stop a progetti anticendio: fermi 10 milioni di euro
[AGENZIA ANSA]
Il Dipartimento regionale delle Foreste propone progetti sul fronte della prevenzione anti-incendio ma l'assessorato regionale all'Agricoltura glieli boccia. Accade in Sicilia, dove la Regione «cassa» se stessa, così rimangono al palo circa 10 milioni di fondi europei, bloccati in cassaforte per il cortocircuito tra uffici pubblici. A sollevare il caso è Giulia Adamo, presidente del gruppo dell'Udc all'Assemblea regionale siciliana.
I progetti «bocciati» in famiglia sono 29: sono stati presentati a valere sulla misura 226 del Piano per lo sviluppo rurale (Psr) 2007-2013 dal titolo «ricostituzione del potenziale forestale e introduzione di
interventi preventivi».
Si tratta di 29 progetti per un totale di 9,286 milioni di euro; il più grosso riguarda l'adeguamento tecnologico e strutturale della sala operativa regionale e delle sale operative provinciali del comando del Corpo forestale per un importo di 4,9 milioni di euro. Tra i progetti non ammessi ci sono poi quelli per la manutenzione delle piste forestali per circa 959 mila euro e la realizzazione di torrette di avvistamento in diverse zone della Sicilia.
«È una situazione incredibile - commenta Giulia Adamo - Siamo di fronte a uffici pubblici che bocciano progetti di altri uffici pubblici, per lo più della stessa amministrazione». L'assessore all'Agricoltura, Elio D'Antrassi, ha annunciato una indagine sul cortocircuito burocratico.
Il Dipartimento regionale delle Foreste propone progetti sul fronte della prevenzione anti-incendio ma l'assessorato regionale all'Agricoltura glieli boccia. Accade in Sicilia, dove la Regione «cassa» se stessa, così rimangono al palo circa 10 milioni di fondi europei, bloccati in cassaforte per il cortocircuito tra uffici pubblici. A sollevare il caso è Giulia Adamo, presidente del gruppo dell'Udc all'Assemblea regionale siciliana.
I progetti «bocciati» in famiglia sono 29: sono stati presentati a valere sulla misura 226 del Piano per lo sviluppo rurale (Psr) 2007-2013 dal titolo «ricostituzione del potenziale forestale e introduzione di
interventi preventivi».
Si tratta di 29 progetti per un totale di 9,286 milioni di euro; il più grosso riguarda l'adeguamento tecnologico e strutturale della sala operativa regionale e delle sale operative provinciali del comando del Corpo forestale per un importo di 4,9 milioni di euro. Tra i progetti non ammessi ci sono poi quelli per la manutenzione delle piste forestali per circa 959 mila euro e la realizzazione di torrette di avvistamento in diverse zone della Sicilia.
«È una situazione incredibile - commenta Giulia Adamo - Siamo di fronte a uffici pubblici che bocciano progetti di altri uffici pubblici, per lo più della stessa amministrazione». L'assessore all'Agricoltura, Elio D'Antrassi, ha annunciato una indagine sul cortocircuito burocratico.
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